La storia di Ischia è scritta nella vite.
Da oltre duemila anni, su queste terre di origine vulcanica, l’uomo coltiva la vite seguendo ritmi antichi, fatti di sole, vento e pazienza.
I nostri vigneti crescono su terreni di tufo e lapilli, affacciati sul Golfo di Napoli, dove il microclima unico regala alle uve una mineralità elegante e una freschezza naturale.
Il Biancolella, varietà simbolo dell’isola, dona vini luminosi, sapidi e profumati, con note che ricordano i fiori bianchi e la macchia mediterranea.
Il Piedirosso, invece, racconta il lato più autentico e rustico della terra: un rosso delicato, fresco, con sentori di frutti rossi e una leggerezza che lo rende profondamente mediterraneo.
A sostenere questi vigneti ci sono le antiche strutture in pietra, i muri a secco, chiamati in dialetto locale parracine.
Costruiti pietra su pietra senza l’uso di leganti, disegnano i terrazzamenti dell’isola e rendono coltivabili anche i pendii più ripidi.
Le parracine non sono solo un elemento architettonico: trattengono il calore del sole, proteggono il terreno dall’erosione e custodiscono l’umidità necessaria alle viti, creando un equilibrio naturale unico.
La coltivazione avviene ancora secondo pratiche tradizionali, spesso interamente manuali, dove ogni gesto è tramandato nel tempo e ogni vendemmia diventa un rito.
È da qui che nasce il nostro vino.
Ed è da qui che nasce il racconto della nostra terra.